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Che cos'è stato il pulcinella di Totonno 'o pazzo, cosa ha rappresentato per il popolo napoletano ? Bastano poche parole, ma che spieghino esplicitamente il messaggio trasmesso, dal Re del San Carlino, al popolo napoletano, e per farlo, prendiamo in prestito una frase di Enzo Grano, il quale afferma che il primogenito di Salvatore Petito fu: "Un simbolo delle aspirazioni popolari e finì per insegnare al proletariato ad avere un nuovo rispetto per se stesso ed una serena coscienza dei propri doveri" Antonio Petito era considerato il re dei Pulcinella, anzi potremmo dire che Pulcinella era ed è sinonimo di Petito. Oltre ad essere ricordato come il più grande interprete dell'Aversano, Totonno è stato anche un prolifico commediografo e tra le sue più belle opere, ricordiamo "Palummella zompa e vola", "Cicuzza", "Sò mastu Rafele e non te ne 'ncarricà Francesca da Rimini". E qui ci fermiamo, perché l'elenco sarebbe lunghissimo. Inoltre il nostro Pulcinella era quasi analfabeta, e ciò lo si riscontra anche dai numerosi manoscritti conservati al museo Nazionale, e dalle difficoltà incontrate da Di Giacomo, Bragaglia ed altri nel trascrivere le sue opere e la sua autobiografia. Grande fu lo strapotere del nostro Totonno in quel del San Carlino: il suo carisma e la sua genialità lo misero su di un piedistallo dal quale nessuno mai riuscì a detronizzarlo ed a sostituirlo degnamente. Dal carattere un pò particolare e dotato di quell'estro così trascinante, Antonio Petito era un uomo allegro anche nella vita privata, era un burlone a cui piaceva far tiri mancini. Lo
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Webmaster: Sylvan
Aggiornato a martedì 18 ottobre 2005 | ||||||||||||