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Eduardo Scarpetta

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MISERIA E NOBILTA' di Eduardo Scarpetta

COMMEDIA IN TRE ATTI

Il primo atto è squallido, spettrale; il linguaggio scenico ne immobilizza appunto lo squallore; i personaggi raccontano la privazione, la fame, la miseria. Personaggi dunque simili a ombre che portano il corpo con sè, prostrati non solo dalla fame, ma ancor più dalla assoluta mancanza di prospettiva: ai quali come per miracolo si apre improvvisamente uno spiraglio, ma naturalmente a certi patti. La conclusione dell'atto si fa esplosiva al cospetto di un vero e proprio banchetto che, seppur ordinato da un essere umano con pantaloni e giacca, sembra sia piovuto dal cielo come un dono del buon Dio.

Nel secondo atto scatta la dicotomia, a partire dai segni della scena. E poi tutto ciò che in una parola si chiama "ambiente". Questa dicotomia che emblematizza Napoli in questa commedia, sembra sia rimasta inamovibile sul fondo della storia; non c'è verso nè speranza che si risolva. Ma c'è in questo secondo atto un movimento di trama che stuzzica l'interesse, l'attenzione e la ilarità dello spettatore. La miseria c'è ma nel sotteso; qui però prevale la volontà di ironizzarla e la scaltrezza di solvere i problemi che da essa derivano, a spese degli altri.

Il terzo atto pur se svolge, come in tutte le commedie di Scarpetta un ruolo risolutore, è il più debole. Si fanno più fitti e sbrigativi i passaggi da un equivoco all'altro e rapidamente la soluzione. Poi come al solito: evviva!

TEATRO SACRO CUORE di Altamura: 6, 7, 8, 14, 15 Gennaio 1995

TEATRO SACRO CUORE di Altamura: 5, 6, 9, 10 Gennaio 1999

Webmaster: Sylvan

 

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Aggiornato a  martedì 18 ottobre 2005