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Oronzo Petronella

Nasce nel lontano Agosto del 1982 in una capanna situata nei sobborghi di Altamura.
Dato il clima torrido dovettero abbattere il bue e l’asinello per ricavarne cibo e giovamenti per la festa al nuovo nascituro.
Dopo aver frequentato le scuole elementari decide di fermarsi per un periodo di riflessione, ma trova i familiari in disaccordo che lo costringono a proseguire, pena la morte.
Terminate le scuole medie inferiori, i familiari pregavano il suo abbandono della carriera scolastica ma lui, ormai preso dagli studi e dalle tante figure femminili che aleggiavano in quell’ambito, decise in maniera indiscutibile che avrebbe continuato almeno fino alle superiori.
Alla tenera età di 16 anni, dopo essere stato alla mercee del padre che lo portava ogni anno a far parte della beneamata raccolta delle olive e dell’uva in campagna, decise di trarre frutti economici dalle sue fatiche, e lavorare per estranei, paganti.
Inizia qui la carriera lavorativa di questo ormai frivolo giovincello che si prodiga dapprima come pasticcere per 50 mila Lire al mese, poi come apprendista in vari lavori di fatica. Ricordiamo con gioia i Lunedì a scuola mentre dormiva sul banco, eco di una stanchezza mentale derivata dalla ormai solita Domenica lavorativa.
Dopo un po’ di tempo decise di smettere con i lavori di fatica facendo germogliare in lui la passione per i lavori decisamente un po’ più statici, quindi entrando a far parte dello staff di una azienda leader nella fattura di mobili imbottiti e non, dove come prima cosa apprezzò il suo modo di lavorare da seduto.
Proseguiva la sua vita allegro e spensierato quando ormai ragazzo a 24 anni decide di presentarsi ad un provino tenuto da una certa Compagnia Teatrale che chiamavano in giro “Banda degli Onesti”, credendo fosse una compagnia teatrale religiosa, vi si diresse ciecamente per inseguire un suo umile sfizio, quelli di diventare un Divo del Teatro.
Una settimana dopo, giorno più giorno meno, viene contattato da una ragazza con la voce più gentile, cortese e pignola che avesse mai sentito al telefono che gli enuncia la sua entrata ufficiale nella Compagnia Teatrale.
Dopo quella telefonata la sua vita cambiò indiscutibilmente, fu costretto a riprendere una vita da lavoratore infaticabile, anche perché non fu chiamato per un ruolo da attore protagonista, come lui sperava, ma il ruolo libero nella compagnia era quello di portantino e galoppino. Solo con l’avvento di una commedia stupenda, ebbe l’onore d’essere nominato “Macchinista” che ancora ad oggi non ha compreso esattamente cosa significasse quella parola nell’ambito teatrale e solo per vergogna d’esser preso per somaro non ha mai avuto il coraggio di chiedere spiegazioni in merito
Dopo questa esaltante esperienza, è stato insignito del titolo di Presidente Regionale dell’Associazione di Volontariato PADIF a cui ha donato gran parte della sua vita.
Per informazioni si può visionare il sito dell’Associazione, ( www.padif.it ).

 

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Aggiornato a  martedì 18 ottobre 2005