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E' nata una stella
di
Gianni Dileo
Leonessa di Puglia
Aprile
2003
Maria Teresa Burdo, 23 anni, gravinese, è
l'utlima rivelazione del teatro locale. Scoperta da Silvano Picerno, regista de
"La Banda degli Onesti", Maria Teresa è alla sua prima fatica ed al suo primo
successo da attrice teatrale. Cugina di
Giorgio Zuccaro, attore de
"La Banda", e nipote del grande Peppino Zuccaro, fondatore del Teatro dei
Peuceti di Gravina, Maria Teresa Burdo ha rivelato uno straordinario e naturale
istinto per la recitazione, che ha meravigliato la platea all'inizio, l'ha
sorpresa proseguendo nelle battute, infine l'ha conquistata col la coscienza di
un valore artistico con tutto un futuro davanti, e magari, chissà, con la meta
di Cinecittà.
Allora, signorina Burdo, possibile che sia proprio la prima volta su un
palcoscenico da teatro?
"Da
adolescente mi sono cimentata in laboratori teatrali con la scuola che
frequentavo, ma con cosine così, insomma niente di importante."
Cosa ti ha spinto a quest'esperienza?
"Vuoi
dire chi. In realtà non ho mai pensato di poter fare una cosa del genere. La mia
passione preferita è sempre stata quella di cantare, e per il cimento canoror ho
partecipato all'Accademia di Sanremo, facendo anche un disco. Poi, un giorno di
non molto tempo fa, Silvano Picerno - ecco il "colpevole" - mi ha fatto la
proposta di fare l'attrice."
Come ti trovi con la Banda degli Onesti?
"Talmente bene da aver rinunciato ad un posto sicuro analogo davanti alle
telecamere di Telenorba. E poi con la televisione si sarebbe trattato di una
fiction. Cioè avrei dovuto rinunciare alle emozioni che provoca un palcoscenico
di teatro."
Non
hai provato paura nell'affrontare la platea?
"Direi
di no. Qunado sono sul palco, anzi, me li mangio tutti."
Il
personaggio che interpretavi, quello di una moglie germanica, era molto
aggressivo. Cionostante l'interpretazione è avvenuta in maniera assai
naturale...
"Era
una parte che mi calzava a pennello, e non lo dico solo perchè sono bionda e ho
gli occhi celesti. Insomma, credo che sarei riuscita comunque nel mio intento
anche se avessi avuto altre caratteristiche fisiche. E poi ho lavorato
tantissimo nei mesi addietro, ed inizialmente il spstegno di Silvano è stato
determinante prima che la mia spontaneità assumesse la forza necessaria."
Come hai vissuto il fatto di essere stata al centro dell'attenzione durante le
scene?
"In
realtà non me ne sono neanche accorta. In quei momenti ero completamente dentro
il personaggio. Anche se devo ammettere che non dimentico mai il pubblico, con
il quale ho imparato a "giocare", ad interagire."
Avrai trovato qualche difficoltà, oppure per te è stato facile fino alla fine?
"Beh,
devo ammettere che un intoppo l'ho incontrato per il momento del pianto. Il
regista Spadaro, che abbiamo avuto fortunatamente al nostro fianco, mi fece
notare come quel pianto, essendo quello di una certa tipologia di personaggio,
doveva avere certe caratteristiche. La cosa mi mise un po' in crisi, perchè il
mio pianto è quello normale di una donna. Ricordo la sera prima delle prove, uan
notte di crisi e di lavoro per trovare il modo della soluzione, che alla fine
trovai in un escamotaggio."
Fa
solo parte del ruolo la determinazione che ci hai messo nel recitare?
"Assolutamente no. Quella determinazione io la ripongo in ogni cosa che faccio.
Non mi va di combinare figuracce, tanto più che sono sempre a contatto con
il pubblico: oltre a cantare, ballo ed organizzo animazione per la gente. Ed ho
l'abitudine di pianificare ogni particolare."
La
stima della gente?
"E' la
migliore delle mie gratificazioni, ma cerco sempre di meritarmela."
Come è stata accolta Maria Teresa Burdo dalla "Banda degli Onesti"?
"Con
molta molta diffidenza, a parte naturalmente Silvano Picerno che mi ha scoperta
e introdotta. Insomma ero al debutto, senza contare che c'erano altre ragazze
che erano rimaste al di fuori dell'occasione di questa commedia."
La
cosa ti ha scoraggiato?
"Al
contrario: semmai ho ricevuto una spinta interiore in più a dimostrare il
maggior rigore possibile durante le prove."
E i
tuoi genitori, cosa ne pensano?
"I
miei dovettero ingoiare già un rospo con la mia dedizione al canto. Devo dire,
però, che dopo la prima al Duni, anche loro sono rimasti favorevolmente
impressionati. Accadde così anche la prima volta che mi vide cantare sul palco
dell'Ariston."
Qual è la conclusione di quest'esperienza?
"Dopo
tanti anni di microfono in mano sto scoprendo una passione forse più grande.
Dico di più: se c'è un obiettivo che mi piacerebbe raggiungere, ebbene quello è
di realizzare un musical, vale a dire un genere che mi permetterebbe di fondere
il canto, la danza e la recitazione."
Qualcuno della platea se lo è chiesto: sei fidanzata?
"No...
si... ehm... no-comment!"

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